A tutti i gestori italiani

Pubblicato il 27/04/2011

Cari Colleghi,

come certamente avrete appreso da notizie stampa e dalle nostre strutture territoriali, le nostre Federazioni, riunite in Coordinamento Nazionale Unitario, hanno deciso di rompere gli indugi e mettere mano ad una proposta che riformasse profondamente il nostro settore, in antitesi con quella da mesi preannunciata dal Governo.

Quella proposta dal Sottosegretario Saglia -che ha trovato sostegno presso l’industria petrolifera ed i retisti privati-  peggiora la realtà dei Gestori che sarebbero ridotti, in pochi mesi, al ruolo di semplici guardiani di self service -con sconto- e totalmente proni al servizio di un’industria petrolifera che, al di là dei proclami, ha già deciso di fare a meno della nostra Categoria.

Nella proposta Saglia, non una parola sugli sconti “selvaggi” cui i Gestori sono chiamati a partecipare e finanziare; non una parola sul doppio prezzo (rete ed extrarete) attraverso il quale i petrolieri fanno la concorrenza ai Gestori; non una parola sulle regole che dovrebbero presiedere al rapporto contrattuale fra le Parti; non una difesa delle autorizzazioni di commercio (e dei tabacchi) che ritornano nelle mani dei titolari degli impianti.

Insomma una riforma in nome della concorrenza pensata per difendere interessi e privilegi di compagnie petrolifere, retisti privati, no-logo, GdO, piuttosto che avere come obiettivo rilanciare il settore all’interno del sistema paese.

Di fronte a queste “scandalose” provocazioni che hanno anche avuto compiacenti assensi trasversali, la nostra Categoria non poteva rimanere inerte e passiva aspettando che il destino ci spazzasse via.

Dovevamo scegliere e, come sempre, abbiamo scelto di stare dalla parte della nostra Categoria. Dei più deboli, degli esclusi dai “banchetti dei potenti”.

Per questo, dopo aver per anni sostenuto che era necessario un “nuovo patto fra compagnie petrolifere, restisti e Gestori” e per anni essere rimasti inascoltati (forse perché le nostre controparti immaginavano esaurita la nostra capacità di esercitare la rappresentanza in senso compiuto), abbiamo deciso di formulare una proposta organica. Una proposta fatta dai Gestori  per difendere i loro diritti ma anche a favore di quei milioni di cittadini che ogni giorno si riforniscono presso i nostri impianti. Senza guardare “colore”.

Nasce così l’iniziativa “LIBERA LA BENZINA”, sostenuta anche da Cisl e da Confesercenti, che riporta nelle mani della Categoria e dei cittadini la dinamica dei prezzi e degli sconti.

Un organismo Nazionale di Stoccaggio cui affidare ilo monitoraggio del mercato all’ingrosso; un Gestore dei Mercati Elettrici e dei Carburanti che ha il compito di definire il mercato all’ingrosso; un Acquirente Unico che ha il compito di reperire i prodotti autotrazione sul mercato nazionale ed internazionale e metterli a disposizione dei Gestori a condizioni competitive; la separazione della rete (così come già avviene nel settore dell’energia elettrica)  che rompa gli interessi di filiera e distingua fra la parte industriale e quella distributiva; il superamento del vincolo di esclusiva; le modalità di compensazione dovute ai proprietari degli impianti; la cancellazione dei cartelli di sconto ingannevoli presso gli impianti e la comunicazione del prezzo in centesimi di €uro per facilitare i consumatori, sono i cardini di questa che potrà apparire come una riforma ambiziosa ma che in realtà è l’unica riforma possibile.

Per uscire dal “Palazzo” e dare voce ai Gestori ed ai cittadini, ci siamo impegnati a far sostenere l’iniziativa parlamentare (praticamente il Ddl è stato presentato da tutti i gruppi presenti in Parlamento) da una raccolta di mezzo milione di firme.

Per questo troverete allegato alla presente comunicazione, un pieghevole che, in quarta pagina, ha uno spazio destinato alla sottoscrizione: una pagina che potete fotocopiare per consentire a molti cittadini di firmare.

I Modelli con le firme, dovranno tornare presso le nostre strutture Nazionali entro il 31 maggio per darci la possibilità di presentare, forti di un’adeguata partecipazione popolare la proposta medesima, ai presidenti di Camera e Senato. Poi sarà difficile dire di no! o ritardare l’iter parlamentare.

Per questo chiediamo a tutti di attivarsi per rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo che ci siamo prefissi.

E’ DALLA PARTECIPAZIONE ATTIVA CHE DIPENDE IL FUTURO DELLA CATEGORIA: NON PARTECIPARE O RIMANERE A GUARDARE VORREBBE DIRE RINUNCIARE AD AVERE UNA SPERANZA. UN FUTURO.

Buon lavoro a tutti.

Coordinamento Nazionale Unitario

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